domenica 16 settembre 2012

15 settembre 2008 - 15 settembre 2012 - LEHMAN

Il 15 settembre del 2008 fu senz' altro una data infausta che segnò senza ombra di dubbio l' inizio della crisi economica mondiale, 4 anni fa falliva Lehman Brothers. Falliva o venne fatta fallire è un termine che deciderà probabilmente la storia. Quello che è certo che questa data accompagnerà i testi scolastici, ( o le versioni in tablet ) delle generazioni future.

Con i se e con i ma non si fa la storia ma è convinzione di chi scrive che con un diverso atteggiamento nei confronti della vicenda forse, e sottolineo forse perchè il condizionale è piu' che mai d'obbligo, le cose sarebbero potute andare diversamente.

Innanzitutto i responsabili dell' amministrazione USA che dovettero gestire la questione hanno un nome ed un cognome: Bush all' epoca Presidente degli Stati Uniti, Paulson all' epoca Segretario al Tesore e Ben Bernanke governatore della Federal Reserve, la banca centrale statunitense.

Queste tre persone, sostanzialmente decisero di mandare un messaggio al mercato: il capitalismo ha sue leggi, e se una società è inadempiente non può rimanere sul mercato. Il fallimento è l' unica via.
Questa strategia fondamentalmente voleva mandare un messaggio: l' america è affidabile perchè rispetta le leggi del mercato. Sta insomma alle regole del gioco. Anche quando ci tocca da vicino.

Al di là dell'ideologia politica la volontà di non utilizzare soldi pubblici per salvare interessi privati non è qualcosa da biasimare.
Quando si invoca l' intervento dello stato per salvare un azienda o sanare delle situazioni va ricordato infatti che subito dopo tale intervento è pagato dai cittadini, tutti ed indistintamente in quota proporzionale al reddito.
Un cittadino spesso che non ha interessi diretti nella faccenda.

E fin qui la scelta dell' amministrazione statunitense è comprensibile.

Quello pero' che non si riusci a valutare fu l' impatto immediatamente successivo: il mondo subito dopo crollo!
Allora a questo punto la domanda che deve essere posta subito dopo è: lo stato quanto può essere integralista nel rispetto delle regole del gioco, quando lo stesso rispetto comporta danni maggiori del non rispetto delle regole stesse?

E convinzione che va diffondendosi che Lehman andava salvata.
E che il messaggio che doveva essere trasmesso era di natura diversa: lo stato non permetterà l' impoverimento e il tracollo dello stato sociale e della dignità degli individui, per far fronte a questo è disposto a " giocare duro "

Un gioco duro, borderline, ma in quel contesto oltremodo necessario, perchè l' impatto successivo ha inciso ancor di piu' di un eventuale intervento dello stato, sulla vita dei cittadini. Di tutto il mondo.

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