lunedì 30 settembre 2013

Il governo Letta ed il destino dell'Italia

Vorrei sbagliare ma mai come in questi giorni siamo vicini al fallimento del nostro paese.
Purtroppo la litigiosita' della nostra classe politica della quale volutamente non esprimo giudizi ha portato alla situazione che oggi e' sotto gli occhi di tutti.
Questo blog come prassi analizzera' esclusivamente gli aspetti tecnici dell'eventuale default e sopratutto quali dovrebbero essere i passaggi formali per fronteggiare la situazione.

1) AGENZIE DI RATING
Il primo spettro che si paventa all'orizzonte e' l'imminente declassamento delle agenzie di rating Fitch, Moody's e Standard and Poor's.
Il debito Italiano e' due livelli superiore al livello Junk Bond ( titolo spazzatura ).
Il titolo spazzatura non trova acquirenti nelle emissioni cio' significa sostanzialmente che nessuno vorrebbe ( o potrebbe visto che alcuni fondi hanno nelle loro governance il divieto di investire in titoli con queste caratteristiche ) acquistare titoli italiani. L' Italia in questo modo non avrebbe risorse per finanziarsi.
Tecnicamente "non finanziarsi' significherebbe non avere risorse per erogare i servizi primari: sanita' , pensioni, servizi pubblici etc.

2) IL SISTEMA BANCARIO
Il declassamento porterebbe un secondo problema per certi aspetti ancor piu grave: il declassamento automatico di tutto il sistema bancario nazionale, visto che secondo le regole internazionali una azienda operante nel territorio e con business concentrato non puo' avere un rating maggiore dello stato che la ospita. Per alcune banche sarebbe fallimento automatico, per altre impossibilita' di finanziarsi sul mercato ed il fallimento sarebbe questione di giorni ( o di ore ).
Quanto e' verosimile questo scenario?
Teoricamente molto verosimile.
Praticamente un default Italiano e del sistema bancario si porterebbe dietro uno scenario apolittico perche' "il contagio" si estenderebbe in quasi tutta Europa.

3) L'EUROPA
Secondo il mio punto di vista l'Europa avrebbe due possibilita': o fa fallire il paese e di conseguenza il concetto stesso di unione europea dicendoci piu' o meno " problemi vostri " noi cominciamo a leccarci le ferite che (anche) voi ci avete creato oppure l'Europa fa di tutto per non farci fallire.
Ma in questo caso io sono dell'avviso che la medicina potrebbe essere peggiore della malattia.

4) LA TROIKA
Tecnicamente registi del nostro salvataggio dovrebbero/potrebbero essere la BCE dove abbiamo Mario Draghi al comando, il Fondo Monetario Internazionale dove c'e' la francese Lagarde e l'Unione Europea dove un po' tutti sarebbero interessati.
Cosa significa "essere salvati"?
Significa brutalmente tornare al dopoguerra sia sotto il punto di vista economico che sociale.
Oggi ultimo giorno di settembre del 2013 abbiamo almeno il 50/60 per cento delle possibilita' che cio' accada.
Purtroppo quando si va sotto tutela della "troika" come comunemente vengono chiamati i salvatori europei ci si deve adattare ad interventi "di breve periodo" dicasi..macelleria sociale.

5) LA RICCHEZZA PRIVATA
Il mio mestiere di imprenditore tuttavia mi fa vedere sempre i problemi da una molteplicita' di punti di vista perche' le soluzioni debbono prendere sempre in considerazione diverse varianti.
Innanzitutto e' assodato che l'Italia vanta un enorme debito pubblico, ma cio' che deve necessariamente essere considerato e' che vantiamo una ricchezza privata altrettanto alta.
Siamo cioe' mediamente piu' ricchi e "liquidi" del resto d'europa anche se questo aspetto viene sempre omesso.
Non solo. Investiamo la nostra ricchezza in strumenti estremamente semplici: titoli di stato e conti correnti.
Abbiamo anche una mentalita' dove il pubblico non e' di nessuno e la proprieta' privata e' sacra, pertanto non avremo moltissimi margini di manovra nel bilanciamento di questa ricchezza/debito.
Tuttavia forme alternative potrebbero essere studiate, pensiamo tanto per dirne una, allo spostamento del debito pubblico verso il mercato interno.
Sostanzialmente lo stato si dovrebbe indebitare verso i suoi cittadini ed il maggior pagamento degli interessi gioverebbe alla societa'.
Una cosa molto simile accade al debito pubblico giapponese detenuto principamente da giapponesi.
Uno stato che e' in grado di gestire il suo debito non dipende molto dal giudizio delle agenzie di rating.

6) IL QUADRO DI INSIEME
In realta' l'aspetto che piu' fa riflettere di tutta questa faccenda e' che l'aggravarsi della situazione non e' dato da un peggioramento della situazione economica del paese quanto piuttosto dall'impossibilita' del nostro paese di darsi un governo stabile e sopratutto duraturo.
Oggi lunedi 30 settembre avevamo tutti previsto un crollo degli indici di borsa ed un aumento dello spread. Questi eventi pero' non si sono verificati. Almeno per ora.
Forse anche gli investitori internazionali per ora preferiscono non infierire e rimanere alla finestra nella speranza che riusciamo a cavarcela da soli anche stavolta.
Anche perche' l'Italia non e' Cipro ne la Grecia e questo lo sanno bene.
Immaginate tanto per dirne una la Troika a gestire la situazione italiana...
Insomma francamente un commissariamento lo vedrei possibile teoricamente , improbabile concretamente.

6) I PARADOSSI
In tutto questo vi e' ancora un ulteriore aspetto che rende la situazione ancor piu' paradossale.
L'Italia e' ancora un contributore attivo in Europa ovvero "paga" all'Europa piu' di quello che "riceve" dalla stessa.
Questo perche' piaccia o meno abbiamo ancora uno dei PIL piu' altri della zona euro.

7) IL VERO PROBLEMA
Ora diro' una cosa forte e che puo' sembrare assurda ma secondo me il vero problema dell'Italia e' la sua ricchezza.
Una ricchezza talmente ampia che non siamo capaci di gestire e che e' quindi la nostra rovina.
Abbiamo fra i PIL piu' alti del mondo, abbiamo delle ricchezze naturali non sfruttate che invece di generare ricchezza generano spesa pubblica, ospitiamo nel nostro territorio la piu' alta percentuale di opere d'arte e ricchezze artistiche del mondo, siamo un paese dove ogni pietra ha una storia e siamo ammirati nel mondo per estro e fantasia.
Saremo anche indebitati ma nel mondo dire Italia significa fascino e bellezza.
Il nostro problema e' la crescita. Non il debito.
Se l'Italia esprimesse il suo potenziale il debito sarebbe sostenibile.
L'impossibilita' di una organizzazione dello stato funzionale al benessere collettivo e non particolare e' stato il nostro peggior limite.










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