sabato 16 agosto 2014

Rapporti Sindacali - Casistica 4

Il CCNL regola la natura contrattuale dei rapporti di lavoro.
La contrattualistica di primo livello e' quella che viene sancita dall'accordo fra le rappresentanze nazionali dei lavoratori ( sindacati ) e datoriali ( esempio Federalberghi )

La contrattualistica di secondo livello ( CIT contratto integrativo territoriale ) permette di limare alcune necessita' particolari in funzione del territorio ( esempio territorio romano ).

Sostanzialmente il contratto di primo livello sancisce la struttura generale permettendo poi alle parti di normare dettagli tipici della natura territoriale.

E' evidente che il territorio di Rimini per esempio sia diverso da quello di Roma, ragione per la quale vi e' necessita' di adeguare l'accordo nazionale a tali territoriali.

Partire dalla conoscenza degli accordi vigenti e' fondamentale per intervenire laddove siano manifestate crisi di impresa derivanti da un laceramento dei rapporti sindacali.

Come e' noto aziende che hanno piu' di 15 dipendenti hanno rappresentanza sindacalae interna.

La mia esperienza sulle crisi di impresa mi ha portato spesso a gestire crisi sindacali dove come interlocutore ho trovato le rappresentanze sindacali interne.

Alcune volte vi sono approcci ideologici non interessati alle effettive sorti dell'impresa in crisi, spesso invece le difficolta' vengono comprese e condivise.

Ho sempre preferito approcci condivisi nell'analisi delle crisi di impresa, convinto che la partecipazione e la consapevolezza dei lavoratori della situazione che l'impresa vive, siano alla base di qualunque piano di risanamento credibile.

La mia esperienza mi porta ad affermare che in Italia i piu' penalizzati sono sempre i giovani, spesso gli accordi aziendali presenti all'interno delle aziende alberghiere sono strascichi contrattuali di una stagione che non esiste piu'.
Una stagione "di vacche grasse" dove l'anzianita' valeva piu' del merito.

Nelle crisi di impresa dove sono intervenuto ho cercato sempre di cambiare rotta e nella tutela della forza lavoro ho sempre avuto a mente l'effettivo apporto ai risultati aziendali.

La meritocrazia al centro dell'azione.

Purtroppo una legislazione non proprio al passo con i tempi , non permette di agire nelle crisi di impresa e nei piani di risanamento con tale metodo, anzianita' di servizio, carichi di famiglia pongono spesso precisi paletti nella scelta degli esuberi.

Pur condividendo lo spirito del legislatore ai tempi della stesura normativa, e' del tutto evidente che ogni impresa che vuole competere sul mercato ha necessita' di personale capace e funzionale ai processi aziendali.

Solo il merito puo' essere alla base di queste selezioni, il nostro legislatore ne dovra' necessariamente tenere conto.


dott. Roberto Necci
www.robertonecci.it

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